L’Emilia-Romagna

Introduzione

L’Emilia-Romagna, celebre per la sua cucina rinomata e la sua cultura vivace, è anche una regione dall’eccezionale ricchezza vitivinicola. Confinante con la Lombardia, il Veneto, la Toscana e le Marche, questa regione occupa una posizione strategica nella parte settentrionale dell’Italia.

Storia

Tutto ha inizio con l’uva Lambrusco, celebre varietà della parte centrale della regione, menzionata già in epoca virgiliana e pliniana per le sue proprietà e caratteristiche uniche. Le testimonianze archeologiche confermano la presenza di questa vite selvatica fin dall’antichità, stabilendo il Lambrusco come progenitore della viticoltura emiliano-romagnola. Dal V secolo d.C., l’introduzione del Refosco Terrano, noto come Cagnina, dalla Dalmazia, contribuisce alla diversificazione delle varietà coltivate. Le invasioni longobarde causano un declino temporaneo, ma grazie all’opera dei monaci benedettini, la viticoltura viene preservata e si sviluppa soprattutto attorno a Ferrara, dando origine alla viticoltura di Bosco Eliceo.

Nel XVII secolo, il Lambrusco, da vite selvatica, diventa una varietà addomesticata e ampiamente utilizzata per la produzione di vini frizzanti. Tuttavia, nel 1800 l’arrivo della fillossera causa un arresto nella viticoltura, sebbene alcuni vigneti di Fortana nel delta del Po siano risparmiati. Con la fine della mezzadria nel 1900, si assiste alla nascita di piccole proprietà e cooperative, segnando l’inizio di una produzione vinicola incentrata sulla quantità, soprattutto per quanto riguarda il Lambrusco. Questo porta a una percezione diffusa di vini ordinari, nonostante esistano esempi di produzioni di qualità.

Negli anni ’60, alcuni produttori iniziano a puntare sulla qualità, ma solo negli anni successivi si assiste a un vero e proprio cammino verso l’eccellenza, con la creazione del “Consorzio Vini Tipici Romagnoli” e “l’Enoteca Regionale Emilia-Romagna” nel 1970, volte a promuovere e tutelare i vini della regione.
Negli ultimi anni, la ricerca della qualità ha portato a una rivalutazione delle varietà autoctone e all’introduzione di vitigni internazionali, mantenendo viva la tradizione vitivinicola dell’Emilia-Romagna.

Territorio

La superficie destinata alla viticoltura dell’Emilia-Romagna si estende su un vasto territorio di 60.000 ettari, componendo un panorama variegato e suggestivo. Il 71% di questa estensione si erge sulle pianure, il 24% si adagia dolcemente sulle colline, mentre il 5% trova la sua dimora nelle montagne. La produzione annuale di vino in Emilia-Romagna raggiunge l’impressionante cifra di 6.700.000 ettolitri. La regione si fregia di un prestigioso patrimonio vinicolo, con un totale di 2 Denominazione di Origine Controllata e Garantita (DOCG), 18 Denominazioni di Origine Controllata (DOC) e 19 Indicazioni Geografiche Tipiche (IGT).

Il territorio dell’Emilia-Romagna è caratterizzato da una varietà di elementi geografici che contribuiscono alla sua ricchezza e diversità. Lungo le sue coste si estendono le pianure alluvionali, come ad esempio la piana del Po, grazie alla deposizione di sedimenti trasportati dal fiume principale della regione. Questi terreni sono generalmente fertili e favoriscono la coltivazione di diverse colture agricole. La presenza di fiumi come il Reno e il Panaro contribuisce alla formazione di suoli argillosi e ricchi di nutrienti.

Nella regione sono presenti anche zone collinari, dove i terreni sono spesso terrazzati per facilitare la coltivazione e prevenire l’erosione. Le colline dell’Emilia-Romagna offrono un ambiente ideale per la viticoltura, con una produzione rinomata di vini come il Lambrusco e il Sangiovese.

Le montagne dell’Appennino toccano parte del territorio emiliano-romagnolo, offrendo paesaggi suggestivi e influenzando il clima della regione. Le vette più alte, come il Monte Cimone, possono sperimentare inverni rigidi e nevicate abbondanti, mentre le valli godono di un clima più mite. Queste differenze climatiche influenzano la produzione agricola e la biodiversità della regione.

Il clima dell’Emilia-Romagna è tipicamente continentale, con inverni freddi ed estati calde. Lungo le coste dell’Adriatico, si possono sperimentare inverni più miti grazie all’effetto mitigatore del mare, mentre nelle zone interne si registrano ampie escursioni termiche stagionali. La presenza di montagne nell’entroterra contribuisce a creare microclimi diversificati che influenzano la produzione agricola e la flora della regione.

Zone Vitivinicole

Colli Piacentini
I Colli Piacentini rappresentano una delle gemme vitivinicole dell’Emilia-Romagna, situati tra le dolci colline della provincia di Piacenza. Una piccola parte di questa zona si estende anche nella provincia di Parma. I vigneti si estendono su terrazzamenti ben curati, arricchiti dai suoli argillosi e calcarei che conferiscono carattere e complessità ai vini locali. Il clima continentale mitigato dall’influenza del fiume Po favorisce la coltivazione di una vasta gamma di varietà di uva, tra cui il Barbera, il Bonarda, il Malvasia e il Gutturnio, offrendo una gamma diversificata di vini che riflettono l’autenticità e l’unicità del territorio.

Lambrusco
È la zona vitivinicola che occupa una posizione strategica nel cuore della regione, comprende principalmente le province di Modena e Reggio Emilia, nonché parti delle province di Parma e Bologna. Il clima di questa zona è vario, influenzato dalla sua posizione centrale nella regione e dalla vicinanza alle montagne dell’Appennino. Le estati sono calde e gli inverni moderatamente freddi, con variazioni climatiche che dipendono dall’altitudine e dall’esposizione delle vigne. Il territorio è caratterizzato da una combinazione di colline, valli e pianure, con terreni che vanno da calcarei ad argillosi e sabbiosi, offrendo una vasta gamma di condizioni per la coltivazione della vite. Tra i vitigni più coltivati troviamo il Lambrusco, il Sangiovese, il Trebbiano, il Malvasia e il Pignoletto, che contribuiscono alla produzione di una vasta gamma di vini rossi, bianchi e spumanti. Include le sottozone Colli di Scandiano e di Canossa, Lambrusco di Sorbara, Lambrusco Grasparossa di Castelvetro, Lambrusco Salamino, Lambrusco di Modena e Lambrusco Reggiano.

Colli Bolognesi
I Colli Bolognesi rappresentano una delle zone vitivinicole più antiche e affascinanti dell’Emilia-Romagna, nella parte settentrionale della regione, nelle colline che circondano la città di Bologna. Include due sottozone ben definite: i Colli di Imola e i Colli di Faenza. Ognuna di queste sottozone contribuisce alla diversità e alla ricchezza dell’offerta vinicola della regione, offrendo vini con caratteristiche distintive. I vigneti si trovano su pendii ben esposti al sole, con suoli prevalentemente calcarei che conferiscono ai vini eleganza e struttura. Le varietà di uva coltivate includono il Pignoletto, un vitigno autoctono che dà origine a vini freschi e frizzanti, insieme a Sangiovese, Barbera e altri vitigni internazionali.

Romagna – Albana
Un’area vitivinicola prestigiosa situata nella parte orientale dell’Emilia-Romagna, nelle province di Ravenna, Forlì-Cesena e parte di quella di Rimini. Questa zona vanta un paesaggio collinare affascinante, dove i vigneti si arrampicano sulle pendici delle colline, beneficiando di suoli calcarei e sabbiosi che conferiscono carattere e complessità ai vini. Il clima mite e l’influenza del mare Adriatico contribuiscono alla maturazione ottimale delle uve, che comprendono principalmente la varietà autoctona Albana, oltre a Sangiovese, Trebbiano e altri vitigni locali. I vini prodotti in questa zona sono apprezzati per la loro freschezza, vivacità e capacità di invecchiamento.

Bosco Eliceo
L’area del Bosco Eliceo, situata nella parte nord-orientale della regione tra le province di Ferrara e Ravenna, è caratterizzata da una tradizione millenaria legata alla viticoltura e da un paesaggio unico, con dolci colline e pianure solcate da corsi d’acqua. Questa zona beneficia di un microclima ottimale per la coltivazione della vite, influenzato dalla vicinanza del Mar Adriatico: le brezze marine mitigano le temperature estive, evitando picchi eccessivi di calore. I vigneti qui godono di terreni sabbiosi e limosi, arricchiti dalla presenza del Bosco Eliceo, un’area protetta di grande rilevanza naturalistica. Tra le varietà di uva più coltivate spicca il Fortana, conosciuto anche come “uva del Bosco Eliceo“, insieme a varietà come Trebbiano, Malvasia e Sauvignon. I vini che nascono da questi vitigni riflettono fedelmente le caratteristiche del territorio, offrendo freschezza, vivacità e un’espressione autentica della zona.

Vitigni

Lambrusco
Il Lambrusco, varietà di uva Rossa profondamente radicata nelle colline dell’Emilia-Romagna, costituisce un simbolo del patrimonio vitivinicolo della regione. Coltivato prevalentemente nelle province di Modena e Reggio Emilia, oltre che in alcune aree limitrofe, il Lambrusco trova nel terreno argilloso e calcareo il suo habitat ideale, che gli conferisce una caratteristica vivace freschezza e una marcata acidità. I grappoli di medie dimensioni, con bacche scure e buccia spessa, rendono questo vitigno estremamente versatile: è possibile produrre una vasta gamma di stili di vino, dai frizzanti e giovanili Lambrusco di Sorbara ai più strutturati e complessi Lambrusco Grasparossa di Castelvetro. I vini Lambrusco sono celebrati per il loro carattere fruttato e per le note di ciliegia e fragola, arricchite da una piacevole effervescenza. Le sue origini, che risalgono all’epoca degli Etruschi e dei Romani, testimoniano la lunga storia di coltivazione di questa uva nella regione. Il nome ‘Lambrusco‘ deriva dal termine latino ‘labrusca‘, che significa ‘selvatico‘, un riferimento alle origini spontanee di questa vite nei boschi locali.

Sangiovese
Il Sangiovese rappresenta il fiore all’occhiello della viticoltura dell’Emilia-Romagna ed è uno dei vitigni di uva Rossa più celebri e diffusi in Italia. Originariamente dalla Toscana, il Sangiovese ha trovato una seconda casa nelle colline romagnole, dove il caldo clima mediterraneo e i terreni calcarei favoriscono una maturazione ottimale. I grappoli, di medie dimensioni, presentano bacche dalla buccia spessa e resistente, di un vivace colore rosso rubino. I vini prodotti da questo vitigno si distinguono per la loro struttura elegante, vivace acidità e complessi sentori di frutta rossa matura, spezie e note terrose. Tra i più rinomati, il Sangiovese di Romagna DOC emerge come un rosso di carattere distintivo, noto per la sua capacità di invecchiare con grazia.

Albana
L’Albana è una storica varietà di uva bianca autoctona dell’Emilia-Romagna, celebre per essere stata la prima a ricevere il riconoscimento della Denominazione di Origine Controllata e Garantita (DOCG) per un vino bianco, l’Albana di Romagna DOCG. Quest’uva è coltivata principalmente nelle province di Forlì-Cesena e Ravenna, su terreni argillosi e calcarei che, insieme al clima continentale influenzato dalla vicinanza al mare Adriatico, ne favoriscono la crescita ottimale. I grappoli, di dimensioni medie e con bacche dalla buccia spessa di colore dorato, danno origine a vini noti per il loro ricco profilo aromatico, che spazia dalle note di frutta tropicale e fiori bianchi, fino a sfumature di mandorla e miele. Al palato, questi vini si distinguono per la loro corposità, un’acidità equilibrata e una notevole persistenza. La storia dell’Albana di Romagna è profondamente radicata, estendendosi fino al Medioevo. La leggenda narra che fu l’imperatrice Teodora, moglie di Giustiniano, a incoraggiare la coltivazione di questa uva, avendone scoperto e apprezzato le eccezionali qualità.

Pignoletto
Il Pignoletto è un vitigno autoctono di uva bianca dell’Emilia-Romagna, particolarmente diffuso nelle province di Bologna, Modena e parte di Ferrara. Questo vitigno trova il suo habitat ideale nei terreni collinari, caratterizzati da suoli argillosi e calcarei. I suoi grappoli, di dimensioni medie, sono composti da bacche di colore giallo-verde dalla buccia sottile. I vini che derivano dal Pignoletto sono apprezzati per il loro profilo aromatico distintamente fresco e floreale, con note evidenti di agrumi, pesca bianca e fiori di campo. Al palato, si distinguono per una vivace acidità, una rinfrescante freschezza e una piacevole mineralità.

Ortrugo
L’Ortrugo è una varietà di uva bianca coltivata prevalentemente nella provincia di Piacenza e noto come ‘Ortrugo di Piacenza‘. Questo vitigno autoctono trova il suo terroir ideale nei terreni calcarei della pianura padana, beneficiando di un clima continentale che favorisce una maturazione ottimale. I grappoli, di dimensioni medie e con bacche dalla buccia spessa di colore giallo paglierino, danno vita a vini apprezzati per il loro profilo aromatico fresco e floreale, evidenziando note di fiori bianchi, pesca e agrumi. Al palato, questi vini si distinguono per una vivace acidità, freschezza e una leggera sapidità. Con origini che si perdono nei documenti del XV secolo, l’Ortrugo è stato tradizionalmente utilizzato in blend con altri vitigni locali, ma solo negli ultimi decenni è cresciuto in popolarità come varietale, guadagnando riconoscimenti ufficiali e apprezzamento sia localmente che a livello internazionale.

Malvasia di Candia
La Malvasia di Candia è una varietà di uva bianca originaria dell’antica regione della Candia, oggi conosciuta come Creta in Grecia, e ampiamente coltivata anche in Emilia-Romagna, specialmente nelle province di Parma e Piacenza. Questo vitigno trova condizioni ideali nei terreni argillosi e calcarei della regione, dove il clima continentale, temperato dalla vicinanza all’Appennino, favorisce la sua crescita. I grappoli, di dimensioni medie e con bacche dalla buccia sottile di colore giallo dorato, producono vini noti per un profilo aromatico complesso, che spazia dalle note di frutta matura come pesca e albicocca a sfumature floreali e speziate. Al palato, i vini si contraddistinguono per la loro morbidezza, freschezza e una piacevole dolcezza.

Trebbiano Romagnolo
Il Trebbiano Romagnolo, una varietà di uva bianca autoctona dell’Emilia-Romagna, è coltivato prevalentemente nelle province di Forlì-Cesena, Ravenna e parte di Rimini. Conosciuto anche come ‘Trebbiano di Romagna‘, questo vitigno trova il suo habitat ideale nei terreni argillosi e calcarei della Pianura Padana, dove il clima continentale è perfetto per la sua maturazione ottimale. I grappoli, di dimensioni medie con bacche dalla buccia sottile di colore giallo-verde, danno origine a vini rinomati per il loro profilo aromatico fresco e fruttato, con note di mela verde, agrumi e fiori bianchi. Al palato, questi vini si distinguono per una vivace acidità, freschezza e una leggera sapidità.

Ancellotta
L’Ancellotta, un’antica varietà di uva rossa autoctona dell’Emilia-Romagna, è principalmente coltivata nelle province di Modena e Reggio Emilia. Nota anche come ‘Ancellotta di Castelvetro‘, questo vitigno trova il suo terroir ideale nei terreni argillosi e calcarei delle colline dell’Appennino, dove il clima continentale favorisce una maturazione ottimale. I grappoli, di dimensioni medie con bacche dalla buccia spessa e di colore blu scuro, producono vini caratterizzati da un colore intensamente profondo, una struttura corposa e sentori di frutta nera matura, spezie e note terrose. Al palato, questi vini si distinguono per la loro morbidezza, tannini setosi e persistenza.

Nel suggestivo paesaggio dell’Emilia-Romagna, dove si coltivano vitigni autoctoni come Malbo Gentile, Pagadebit, Fortana e Montuni, prosperano anche varietà internazionali, arricchendo così la tavolozza enologica della regione. Il Chardonnay apporta una nota di eleganza, mentre il Merlot e il Cabernet Sauvignon conferiscono struttura e complessità ai vini locali. Varietà come il Cabernet Franc, il Pinot Nero e il Syrah introducono profumi fruttati e speziati, contribuendo a una maggiore ricchezza aromatica dei vini emiliano-romagnoli. Il Pinot Grigio, il Sauvignon Blanc e il Malbec sono sinonimi di freschezza e vivacità, mentre il Riesling e il Petit Verdot infondono un’inconfondibile allure internazionale. Infine, il Pinot Bianco, il Gewürztraminer e il Müller Thurgau aggiungono un tocco di originalità, evidenziando la diversità e la creatività vinicola della regione.

Vini

Il Lambrusco
Il vino più emblematico dell’Emilia-Romagna, noto per il suo carattere frizzante e vivace che riflette l’allegra cultura della regione. Le province chiave nella produzione di Lambrusco includono Modena, Reggio Emilia, Parma e parte di Bologna. Questo vino, apprezzato sia a livello locale che internazionale, si distingue per la sua versatilità e un profilo gustativo unico. Sebbene tradizionalmente sia un vino rosso frizzante, esistono anche versioni rosé e spumanti. Il Lambrusco è celebre per il suo gusto fresco e aromatico, con note di frutta rossa come ciliegia, fragola e lampone. Il colore varia dal rosso rubino al violaceo intenso, spesso accentuato da una vivace effervescenza che lo rende estremamente rinfrescante. È prodotto sotto varie denominazioni di origine controllata (DOC), tra cui Lambrusco Salamino di Santa Croce, Lambrusco Grasparossa di Castelvetro, Lambrusco di Sorbara, Lambrusco Reggiano e Lambrusco Mantovano. Ogni varietà prende il nome dalla specifica area di produzione o dal tipo di uva Lambrusco utilizzata, influenzando così le caratteristiche uniche del vino o spumante.

Grasparossa Lambrusco Vecchio Moro – Rinaldini

Il Sangiovese di Romagna
Un vino rosso prodotto principalmente nelle ampie aree che spaziano dalle colline di Forlì e Cesena fino ai territori di Bologna, Ravenna e una parte di Rimini, si distingue per il suo carattere deciso e il profilo aromatico complesso. Questo vino può variare dal rosso rubino al granato intenso con l’invecchiamento. Al naso, si distinguono aromi di frutti rossi maturi come ciliegie e prugne, arricchiti da sfumature speziate e talvolta balsamiche. Al palato, il Sangiovese di Romagna si presenta strutturato e persistente, con una buona acidità che ne garantisce un ottimo potenziale di invecchiamento. Esistono diverse tipologie di questo vino, dal rosso al rosato (noto anche come “Rubicone“), passando dal più fresco e giovane Sangiovese al Sangiovese Superiore, fino al Riserva, che richiede un affinamento minimo di 24 mesi, di cui almeno 12 in botti di legno. Sebbene meno diffuso, è disponibile anche il Sangiovese di Romagna in versione passito.

‘Ceregio’ Sangiovese Romagna 2022 – Fattoria Zerbina

L’Albana di Romagna
Un vino bianco prodotto prevalentemente nelle province di Bologna, Forlì-Cesena, Ravenna e parte di Rimini. È stato il primo vino bianco italiano a ottenere la denominazione di origine controllata e garantita (DOCG) nel 1987, un riconoscimento di grande importanza che sottolinea la qualità e l’unicità di questo prodotto. La denominazione copre diverse tipologie di vino, inclusi secco, amabile, dolce e passito. Ogni tipologia si distingue per dolcezza, intensità e metodi di vinificazione. Visivamente, il vino si caratterizza per un colore giallo paglierino, con variazioni di intensità e possibili riflessi dorati. Al naso, emana profumi di fiori bianchi, albicocca e agrumi, arricchiti da note di spezie dolci come la vaniglia, specialmente nelle versioni che hanno subito affinamento in legno. Al palato, si rivela ricco e corposo, con un equilibrio impeccabile tra acidità e sapori fruttati, e un retrogusto leggermente ammandorlato.

Trapunta Albana Di Romagna Secco 2020 – Giovanna Madonia

Il Pignoletto
Questo vino bianco è una specialità della regione, prevalentemente prodotto nelle province di Bologna, Modena, e in alcune aree di Ferrara e Ravenna. Il vino è disponibile sotto diverse etichette, tra cui Pignoletto DOC e Colli Bolognesi Classico Pignoletto DOCG, quest’ultima una denominazione riservata ai vini di qualità superiore che provengono da sottozone specifiche. Il Pignoletto è disponibile nelle varianti fermo, frizzante e spumante. Il vino distingue per il suo colore giallo paglierino, spesso arricchito da delicati riflessi verdognoli. Al naso, si percepiscono profumi floreali e fruttati, con prevalenza di note di mela verde, pera e, occasionalmente, agrumi. Al palato, offre una sensazione secca con un’acidità equilibrata e sapori che rispecchiano le aromaticità percepite olfattivamente, frequentemente impreziosite da una sottile effervescenza nella versione frizzante.

Pignoletto Frizzante Secco Emilia 2023 – Manicardi

Il Gutturnio
Un vino rosso pregiato originario della regione di Piacenza, più precisamente coltivato nelle aree collinari della Val d’Arda, Val Trebbia e Val Tidone. Questo nome evocativo deriva da un antico vaso romano, il Gutturnium, usato per servire il vino durante i banchetti, segno di un’eredità storica profondamente radicata nella tradizione vitivinicola di Piacenza, che risale all’epoca romana. La denominazione di origine è stata ufficialmente riconosciuta nel 1972, consolidando così secoli di tradizione enologica. Classificato come DOC sotto il nome di Gutturnio DOC, questo vino si distingue nelle sue due varianti: frizzante e fermo. Dal 2010, la versione di qualità superiore è stata elevata al rango di DOCG, con la denominazione Gutturnio Superiore DOCG. Il Gutturnio è prodotto principalmente dai vitigni Barbera e Bonarda (localmente conosciuta come Croatina), che devono rappresentare rispettivamente il 60% e il 40% dell’assemblaggio. Si presenta con un colore rosso rubino, che può variare fino a toni di granata a seconda dell’invecchiamento. All’olfatto, rivela intensi aromi di frutta rossa matura, come ciliegie e prugne, spesso arricchiti da note speziate e legnose se affinato in barrique. Al palato, offre un gusto robusto ma equilibrato, caratterizzato da una buona acidità e tannini morbidi, che contribuiscono a un’armonia piacevole e persistente.

Gutturnio Diacono Gerardo 1028 2012 – Torre Fornello

L’Ortrugo dei Colli Piacentini
Una delle gemme enologiche più preziose della regione, è un prodotto esclusivo delle province di Piacenza, specificatamente coltivato nell’area dei Colli Piacentini. Questo vino vanta la classificazione DOC dal 2010. Disponibile in varie versioni: fermo, frizzante e, più recentemente, anche spumante, l’Ortrugo offre un’ampia gamma di gusti, da secco a leggermente abboccato. Si presenta con un colore giallo paglierino arricchito talvolta da riflessi verdognoli. Al naso, emerge un bouquet delicato e piacevolmente fruttato, con note predominanti di mela verde e pera, arricchito da sfumature floreali. In bocca, il vino è vivace e fresco, caratterizzato spesso da una leggera frizzantezza naturale che ne esalta la piacevolezza e la bevibilità.

Ortrugo 2021 – Torre Fornello

La Bonarda dell’Emilia
Un vino rosso frizzante e fruttato che incarna le eccellenze enologiche dell’Emilia-Romagna. Questo vino è prodotto principalmente nelle province di Piacenza, Parma, Reggio Emilia e Modena. Classificato come Indicazione Geografica Tipica (IGT) “Emilia IGT“, il Bonarda dell’Emilia si distingue per il suo colore rubino intenso e per una leggera effervescenza. Il profilo aromatico è dominato da note vivaci di ciliegia, lampone e, occasionalmente, prugna. Al palato, il vino offre una freschezza appagante, con una dolcezza equilibrata che armonizza perfettamente con l’acidità e i tannini morbidi.

La Barbera dell’Emilia
Un vino rosso secco e robusto che incarna il carattere audace e appassionato delle terre emiliane. Prodotto principalmente nelle province di Modena, Reggio Emilia e Parma. Si caratterizza per il suo colore rubino intenso, con riflessi che tendono al violaceo con l’invecchiamento. Al naso, offre aromi di frutti rossi come ciliegia e lampone, arricchiti da note speziate e talvolta terrose a seconda della maturazione. Al palato, il vino è vivace e fruttato, con una buona acidità e tannini morbidi, che lo rendono piacevolmente beverino.

Conclusione

L’Emilia-Romagna è molto più di una destinazione culinaria di fama mondiale; è anche una terra di straordinaria ricchezza vitivinicola. Con la sua storia millenaria, il suo terroir diversificato e i suoi vini di alta qualità, questa regione continua a stupire e deliziare gli amanti del buon vino in tutto il mondo.

Lascia un commento